Armadio libreria del 1800 – Archivio Romagnolo
Grande armadio ad archivio romagnolo, realizzato in legno di pino nei primi decenni dell’Ottocento e conservato senza interventi di restauro.
La struttura, ampia e ben proporzionata, presenta due grandi ante scandite da pannelli rettangolari e un interno interamente organizzato con numerosi ripiani. La suddivisione centrale permette di sfruttare in modo ordinato tutta la larghezza del mobile, offrendo una capacità contenitiva davvero notevole.
Nato originariamente come armadio da archivio, oggi si distingue soprattutto per la sua grande versatilità d’impiego. Può essere utilizzato in uno studio per custodire libri, documenti, cartelle e materiali da lavoro. Allo stesso tempo, può trasformarsi in una capiente dispensa, in una libreria chiusa oppure in un originale guardaroba per la camera da letto, sistemando sui ripiani abiti piegati, biancheria, borse e accessori.
La profondità di soli 50 centimetri, contenuta rispetto alla larghezza di 188 centimetri, consente al mobile di offrire molto spazio interno senza risultare eccessivamente ingombrante nella stanza. Per questo motivo può trovare collocazione anche in ambienti contemporanei, dove la solidità del pino antico crea un contrasto caldo e autentico con opere d’arte, tessuti ricercati ed elementi di design.
Particolarmente affascinanti sono l’interno, rimasto integro nella sua configurazione originale, e la grande serratura antica in ferro, ancora completa del complesso meccanismo visibile sull’anta.
L’armadio non è mai stato restaurato e si presenta in ottime condizioni conservative. Un eventuale intervento potrà quindi limitarsi alla pulitura e alla valorizzazione della superficie, rispettando il carattere e la patina maturati nel tempo.
Epoca: primi decenni del XIX secolo
Provenienza: Romagna
Materiale: legno di pino
Misure: larghezza 188 cm – profondità 50 cm – altezza 225 cm
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(sm)
Per saperne di più:
È in Francia che il mobile conosce la sua più grande fase di crescita sotto il profilo estetico. Nel 1600 cominciano a diffondersi i cabinets ricchi di fregi e intarsi, che anticipano gli stili dei re francesi, che si traducono in armadi altamente decorati e raffinati. Cambia l’estetica, quindi, ma la struttura interna rimane pressochè invariata: ripiani orizzontali destinati ad accogliere capi d’abbigliamento d’ogni genere – un bel passo in avanti se consideriamo che appena qualche secolo prima contenevano armi e libri sacri. Dopo gli stili Luigi XIV e Luigi XV, quindi, gli armadi cominciano a diventare pomposi complementi d’arredo per ricchi. Una caratteristica che perderanno con l’epoca moderna, quando l’estetica comincerà a cedere il passo alla funzionalità
Le origini del guardaroba, risalgono all’età ellenistica, quando si cominciarono ad utilizzare mobili con ripiani, sostenuti da fiancate verticali e chiusi da sportelli frontali. Una struttura che conosciamo bene, e che si è poi evoluta nel corso dei secoli. Solo in età romana, infatti, si ha una vera e propria definizione dell’armadio, meglio conosciuto come “armarium“, perchè destinato a custodire le armi. Un mobile ricavato da un incavo del muro, chiuso da sportelli e internamente diviso in due scomparti, uno inferiore ed uno superiore
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