Armadio monumentale del XVII secolo

Armadio monumentale del XVII secolo, a due ante.

Ambito: bottega dell’Italia settentrionale, area emiliano-romagnola
Datazione: primo quarto del XVII secolo, circa 1600–1625
Stile: tardo Rinascimento, con persistenze manieriste e cinquecentesche
Materiali: noce massello; abete grezzo nella schiena e negli elementi interni; ferramenta in ferro
Tecnica: costruzione a telaio e pannelli, modanatura e intaglio

Dimensioni

  • Altezza complessiva: cm 235
  • Larghezza del corpo: cm 180
  • Larghezza massima di cappello e basamento: cm 200
  • Profondità del corpo: cm 56
  • Profondità massima al cornicione: cm 66
  • Diametro dei pomoli a rosetta: cm 22

 

Grande armadio architettonico a due ante, costruito prevalentemente in noce massello e caratterizzato da una struttura monumentale di rigorosa simmetria.

Il prospetto è scandito lateralmente da due paraste scanalate, concluse superiormente da capitelli intagliati a volute di gusto ionicheggiante. Le ante, alte e rettangolari, presentano specchiature incorniciate da modanature lineari e sono provviste di due grandi pomoli a rosetta radiale intagliata, del diametro di cm 22.

La parte superiore assume la forma di una vera trabeazione architettonica: sopra una fascia modanata corre un ampio fregio liscio, concluso da una cornice a dentelli fortemente aggettante. Alle estremità del fregio sono applicate due formelle circolari rilevate. Il cappello sporge simmetricamente di circa cm 10 rispetto al corpo su ciascun lato.

Il mobile poggia su un alto zoccolo modanato, largo quanto il cornicione superiore, con piedi sagomati ricavati alle estremità. Anche i fianchi sono costruiti a telaio, con grandi pannelli rettangolari riquadrati e con la prosecuzione laterale delle modanature del fronte.

La schiena, secondo le informazioni fornite, è formata da tavole di abete grezzo. In abete erano anche i ripiani e le mensole interne, oggi in tutto o in parte mancanti. L’impiego del noce nelle parti strutturali e rappresentative e dell’abete negli elementi secondari è tecnicamente coerente con la tradizione ebanistica dell’Italia settentrionale.

Analisi stilistica e attribuzione

L’impostazione dell’armadio deriva direttamente dal linguaggio dell’architettura rinascimentale. La facciata è concepita come un prospetto: basamento, paraste scanalate, capitelli, fregio, dentelli e cornicione formano un ordine architettonico unitario.

La severità della composizione, la prevalenza delle linee rette, le proporzioni monumentali e l’assenza delle forme mosse proprie del pieno Barocco indicano la persistenza di modelli cinquecenteschi. I capitelli a volute, la dentellatura, i risalti laterali della trabeazione e le grandi rosette intagliate appartengono ancora alla cultura tardo-rinascimentale e manierista.

Questi caratteri possono permanere nelle botteghe dell’Emilia e della Romagna durante i primi decenni del Seicento. L’attribuzione più prudente è pertanto a una bottega dell’area emiliano-romagnola, senza restringere per ora l’origine a Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma o a uno specifico centro romagnolo.

Un confronto istituzionale significativo è costituito da un armadio di ambito romagnolo, classificato all’inizio del XVII secolo e recante la data 1604. Il Catalogo generale dei Beni Culturali documenta inoltre mobili emiliani nei quali la struttura architettonica seicentesca, le paraste e le cornici a dentelli continuarono a essere utilizzate anche in epoca successiva. In un complesso di bottega modenese sono registrati congiuntamente noce massello e abete, confermando l’impiego regionale delle due essenze in parti aventi funzioni differenti. Armadio romagnolo d’inizio Seicento, armadio di bottega emiliana, mobile di bottega modenese in noce e abete.

Tali confronti sono indicativi del contesto culturale e produttivo, ma non costituiscono identificazioni con la medesima bottega.

 

Stato di conservazione

Il mobile presenta un’importante patina antica, scura e stratificata, con tonalità bruno-nerastre e affioramenti rossastri e castanei particolarmente leggibili sulle ante.

La patina appare coerente con la lunga storia conservativa del manufatto e costituisce una componente fondamentale del suo valore. Non dovrebbe essere rimossa o uniformata.

Necessita di un intervento esclusivamente conservativo

 

Sulla base delle caratteristiche stilistiche, costruttive e materiche documentate, il manufatto può essere descritto come:

Importante armadio monumentale a due ante in noce, con schiena e originari ripiani in abete; bottega dell’area emiliano-romagnola, primo quarto del XVII secolo, circa 1600–1625, realizzato secondo modelli architettonici e ornamentali ancora fortemente legati alla tradizione tardo-cinquecentesca.

La qualità del disegno, le dimensioni eccezionali, la ricchezza della struttura architettonica, i grandi pomoli a rosetta e la conservazione della patina conferiscono al mobile particolare importanza storica e collezionistica.

 

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Periodo: 1600 - Codice: 4040

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