San Giuseppe con i fiori (San Giuseppe con il bastone fiorito)
Epoca: Circa 1700 (Fine XVII – Inizio XVIII secolo)
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni Tela: 54 x 73 cm
Dimensioni con Cornice: 68 x 85 cm
Cornice: Coeva all’opera, in legno intagliato e dorato
Necessita di restauro.
Iconografia e Composizione
L’opera raffigura un’intima e intensa interpretazione di San Giuseppe, colto in un momento di profonda e silenziosa devozione. In particolare, il Santo è tradizionalmente rappresentato in età matura, con una barba folta e brizzolata e una fronte alta e stempiata, elementi che ne sottolineano la saggezza e la dignità patriarcale.
Al centro della costruzione iconografica, emerge il bastone fiorito (in questo caso accennato delicatamente con piccoli boccioli e infiorescenze chiare), che San Giuseppe stringe teneramente al petto con la mano sinistra. Secondo la tradizione riportata nei vangeli apocrifi, il fiorire prodigioso del suo bastone tra quelli dei pretendenti indicò la scelta divina di Giuseppe come sposo della Vergine Maria; di conseguenza, questo elemento assume qui il valore simbolico di purezza, elezione spirituale e legittimazione divina.
Dal punto di vista stilistico, il dipinto mostra una chiara derivazione dalla grande tradizione naturalistica e chiaroscurale tardo-barocca, con forti richiami alla scuola emiliana o veneta tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento.
Per quanto riguarda il chiaroscuro, la figura emerge da uno sfondo scuro e indefinito attraverso una sapiente regia luminosa. Infatti, la luce, radente e teatrale, si concentra sulla parte superiore della fronte e sullo zigomo, scavando i tratti del volto con un realismo quasi drammatico; successivamente, scivola sulla mano, anatomica e nodosa, posta sul petto, creando un raffinato equilibrio tra tensione emotiva e contemplazione.
Sul piano cromatico, la palette è volutamente contenuta e costruita su toni caldi e terrosi. In particolare, dominano i bruni profondi dello sfondo, l’ocra e il rosso mattone del manto, mentre il candore discreto del polsino della camicia e le delicate sfumature bianche e rosa dei fiori introducono accenti di leggerezza e luminosità.
Parallelamente, l’espressione del volto contribuisce in modo decisivo all’intensità dell’opera. Lo sguardo rivolto verso il basso comunica una straordinaria umiltà e una composta malinconia, letta spesso come un sottile presagio del destino del Figlio putativo. Per questo motivo, non si tratta di una rappresentazione monumentale o distaccata, bensì di un ritratto psicologico di grande umanità e profonda introspezione spirituale.
Infine, l’opera è ulteriormente valorizzata dalla presenza di una cornice coeva del Settecento, la cui modanatura e patina originale incorniciano perfettamente la tela, preservandone l’integrità estetica e il fascino autentico del tempo. Di conseguenza, il binomio tela–cornice rende questo insieme di immediato interesse sia per collezionisti di arte sacra sia per interni di raffinato eclettismo.
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